martedì 16 giugno 2026

Sfascismo, cronaca di un mondo in frantumi attraverso l'arte dell'artista Giorgio De Cesario


  “Sfascismo”, la nuova mostra personale di Giorgio De Cesario a cura di Maria Cristina Maritati, Domenicaisabella Bono Mariano, Raffaele Bono Mariano  , con la collaborazione dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva e della Banca BCC di Leverano, vuole essere essenzialmente una provocazione estetica contro la narrazione vigente e la contemporanea crisi dei valori, ma, nello stesso tempo, rappresenta un messaggio di speranza espresso dai suoi personaggi con i volti in argilla in rilievo sulla tela. Non solo. Tanti sono gli spunti di riflessione suggeriti.

La mostra si svolgerà presso la galleria permanente dell’artista ubicata ne La Casa degli Artisti di Gallipoli in via Lepanto 1. Sarà aperta al pubblico ogni giorno dal 27 Giugno al 31 dicembre 2026 dalle ore 18 alle ore 20. Ingresso gratuito.

Catalogo: a cura di Maria Cristina Maritati, disponibile in sede gratuitamente o può essere scaricato da questo link: file:///C:/Users/Utente/Documents/Sfascismo%20catalogo.pdf

Sfascismo di Giorgio De Cesario

Reduce dai successi newyorkesi all’Artexpo , l’artista Giorgio De Cesario  presenterà al pubblico  le sue piu recenti fatiche nella sua Galleria Permanente, presso La Casa degli Artisti di Gallipoli, con vernissage sabato 27 giugno 2026 alle ore 19.30 . “Sfascismo” è il titolo che De Cesario ha voluto dare a questa serie di opere,  un neologismo da lui  coniato per nominare una condizione storica di collasso: il cedimento del mondo sotto il peso della disgregazione sociale, dell’erosione dei diritti fondamentali, delle guerre e di una cultura diffusa del cinismo e dell’odio. Non è soltanto una diagnosi del presente, ma una presa di posizione critica contro la narrazione dominante che normalizza e giustifica la demolizione dello Stato sociale. Con Sfascismo, De Cesario dà titolo al terzo periodo della sua produzione artistica. Dopo il primo periodo, Solitudini, dedicato all’isolamento dell’essere umano nella società contemporanea, e il secondo, Dall’attualità al fantasy, in cui la cronaca viene trasfigurata in chiave visionaria e simbolica, l’artista approda a una fase più apertamente politica e rivelatrice. L’opera Sfascismo, che inaugura questa nuova serie, ne è la dichiarazione programmatica. Al centro della composizione si erge una torre di Babele decadente, instabile e frammentata, simbolo del fallimento delle grandi costruzioni di potere e delle egemonie che promettevano ordine e progresso. Il rosso violento della struttura — colore del sangue, del conflitto e del sacrificio — si staglia su uno sfondo plumbeo e tempestoso, evocando visivamente il fragore di tuoni e cannoni. In alto, una sfera multicolore rappresenta il mondo con le sue bandiere e la sua vitalità: nonostante il crollo dei colossi ideologici, la vita continua a esistere e a resistere. Attorno alla torre, un pubblico inerme, quasi morti che camminano, assiste attonito al collasso della narrazione vigente. Emblematica è la presenza dei volti in argilla applicati alla tela, segno distintivo del linguaggio di De Cesario: maschere fragili che incarnano un’umanità alienata, sospesa tra perdita di identità e desiderio di risveglio. In questo senso, Sfascismo si collega profondamente al movimento dell’Alienismo, fondato dallo stesso De Cesario, che indaga la condizione critica dell’uomo contemporaneo, denuncia la frattura tra individuo e società e cerca, attraverso l’arte, una possibilità di ricomposizione e di nuova coscienza. Come nei periodi precedenti, anche nello sfascismo il messaggio di De Cesario non si chiude nella disperazione. Gli effetti cromatici e la presenza della natura, che affiora nonostante il caos, introducono sempre una tensione verso la speranza e la rinascita di una diversa umanità, finalmente consapevole.

GIORGIO DE CESARIO E LA SUA INNOVATIVA TECNICA IN ARGILLA SULLA TELA

Giorgio Di Genova

Critico e storico dell’arte

 Nel panorama dell’arte contemporanea italiana, Giorgio De Cesario si distingue come un autentico sperimentatore del visivo, capace di coniugare la materia plastica con la bidimensionalità della

 pittura in una sintesi ardita e profondamente personale. Le sue opere pittorico-scultoree, esplosioni

 di colore su supporti spesso non convenzionali, rivelano un atteggiamento che potremmo definire

 neo-barocco, dove l’eccesso diventa linguaggio e la teatralità si fa contenuto.

L’invenzione tecnica di De Cesario – l’integrazione di volti modellati in argilla direttamente sulla

 superficie della tela – rappresenta un punto di rottura rispetto ai tradizionali limiti della pittura

 e della scultura. È una soluzione che oltrepassa le categorie canoniche, inserendosi in una dimensione

 di arte totale, in cui la materia corporea dialoga con quella cromatica in una tensione continua.

I suoi volti emergono dalla superficie come apparizioni ieratiche, icone contemporanee sospese tra

sacro e profano, tra l’umano e il mitico.

I colori vividi e squillanti, stesi su fondi sperimentali – sabbie, tessuti grezzi, materiali

riflettenti – conferiscono alle sue composizioni una forza visiva quasi ipnotica. La cromia

non è mai decorativa ma sempre strutturale, pensata come veicolo emotivo e psicologico.

Le sue tele si impongono allo sguardo come apparizioni rituali, in cui la presenza tattile

della scultura incontra la vibrazione ottica del colore.

In un'epoca in cui l’arte tende spesso all’astrazione digitale o alla ripetizione sterile di formule

post-concettuali, De Cesario sceglie la via più difficile: quella della materia viva, della manualità

che si sporca le mani di terra e di colore. I suoi lavori ci ricordano che la contemporaneità può

ancora passare per l’artigianato d’autore, per la ricerca formale che affonda le radici nella

tradizione mediterranea ma che guarda, senza paura, al futuro.

Giorgio De Cesario non solo propone una poetica visiva riconoscibile, ma firma, con la sua tecnica

innovativa dei volti in argilla su tela, una delle più originali e coerenti operazioni di linguaggio

dell’arte italiana degli ultimi decenni.

 UN LINGUAGGIO NUOVO QUELLO DI DE CESARIO

DI Luciano Caramel

 In un panorama artistico sempre più incline all’omologazione e al richiamo effimero, Giorgio De Cesario

si distingue per una voce visiva profondamente personale, radicata nella sua terra salentina e al tempo

stesso proiettata verso un linguaggio universale. Le sue opere coloratissime, spesso attraversate da

tensioni cromatiche vibranti e cariche di una vitalità quasi tribale, rappresentano un raro esempio di

fusione tra pittura e scultura, tra gesto e materia.

Particolarmente degna di nota è l’innovativa tecnica che De Cesario ha sviluppato: i volti in argilla

applicati su tela, veri e propri rilievi che interrompono la bidimensionalità del quadro per affermarsi

come presenze autonome, inquietanti e poetiche allo stesso tempo. Non si tratta solo di un’operazione

estetica, bensì di una riflessione profonda sull’identità, sulla memoria collettiva e sulla stratificazione delle emozioni umane.

Il volto, elemento ricorrente e iconico, diventa in De Cesario non tanto ritratto quanto archetipo:

frammento dell’umanità, spirito della sua terra, maschera e verità. L’argilla – materia primordiale,

terrestre – si fa tramite di una spiritualità arcaica ma ancora viva, che trova nella tela un altare

contemporaneo.

Giorgio De Cesario non cerca il compiacimento; le sue opere provocano, destabilizzano, invitano a un

dialogo silenzioso. È un artista che ha saputo creare un linguaggio nuovo, colto ma immediato, capace

di evocare tanto la pittura espressionista quanto i graffiti rupestri, in un equilibrio sospeso

tra passato e presente, tra il Mediterraneo e il mondo.

 Giorgio De Cesario: il barocco mediterraneo in technicolor

di Philippe Daverio

 È cosa rara, oggi, trovare un artista che osi colorare. Non intendo usare i colori, ma colorare il pensiero,

vivacizzare la memoria, accendere lo spirito con una tavolozza che pare uscita da un sogno partenopeo, ma che ha letto Matisse e ha dialogato – magari in sogno – con Chagall.

Giorgio De Cesario è un caso a parte nella scena artistica italiana contemporanea: né concettuale né pop, ma paradossalmente entrambi. Il suo lavoro è una sorta di diario pittorico del Sud, intriso di umori mediterranei,

eppure declinato con la leggerezza scenografica di un teatro dell’assurdo, in cui la figura umana si fa totem, simbolo, a volte maschera.

 Il suo barocco è un barocco felice, solare, persino naïf – ma attenzione: naïf per scelta, non per limite.

È una ingenuità coltivata, come quella di certi poeti che fingono di essere semplici solo per colpire più a fondo.

Le sue figure sembrano provenire da un folklore reinventato, da un Sud che non esiste più ma che

vive eternamente nell’immaginario.

C’è in De Cesario una sorta di resistenza iconografica: in un mondo che disgrega, lui compone.

In un mondo che frammenta, lui racconta storie intere, compatte, spesso dense di simboli, dove ogni elemento

ha un ruolo quasi liturgico, anche quando è ironico o surreale.

La sua arte è rituale e giocosa al tempo stesso: un rosario di colori acceso sotto il sole del Cilento, ma con

echi che risalgono a Bisanzio, alla Napoli dei Vicere´, e – perché no – anche alla Palermo psichedelica di Franco Battiato.

E poi c’è la materia, che da sola meriterebbe un capitolo: De Cesario dipinge con una sorta di foga disciplinata, come se ogni pennellata fosse un atto di gioia ma anche di necessità. Le superfici vibrano, non cercano la perfezione fotografica, ma anzi, ci ricordano che l’arte è un’emanazione della vita, non la sua copia.

In definitiva, Giorgio De Cesario ci mostra che si può ancora essere pittori totali nel senso rinascimentale del termine: autori di un mondo, non solo di un’opera. E questo, in tempi di smaterializzazione culturale, è un atto rivoluzionario.

Con il sorriso sulle labbra, ma pur sempre rivoluzionario.

 GIORGIO DE CESARIO : IL VOLO NEGATO

di Eugenio Giustizieri

 Quando si ha il coraggio di esplorare la propria vita, allora si può guardare anche a quella degli altri e

soffermarsi, con uguale, dolorosa naturalezza sulle ferite aperte, sulle piaghe che mai potranno rimarginarsi e su bocche spalancate che annunciano nascite e morti.

E’ questa straordinaria sincerità morale a rendere emozionante ed incredibile la produzione artistica di Giorgio De Cesario. E’ una storia a ritroso, dipinta e scolpita dall’oggi allo ieri, scavando oltre le radici insospettate dell’infelicità del presente. Alla fine, nulla resta della storia dei volti e delle maschere, a parte la memoria di una sconfitta necessaria. Su questa sconfitta si  apre la ricerca dell’artista. Con crudele semplicità la composizione ne elenca i termini mediante le applicazioni e manipolazioni di  oggetti tratti dal passato.Già, il passato. Il pensiero può permettersi di andare a ritroso, di scavare nei gesti, negli sguardi di un volo negato, nelle parole di un giorno, di un anno, di una vita precedente. Non è un banale flashback, quello scelto dall’artista. Sono frammenti selezionati in ordine inverso, dal più vicino al più lontano, per scoprire come tutto è iniziato e poi concluso. L’emozione più forte è vedere, in entrambi i casi, la teoria alla prova dei fatti, l’intuizione che diventa linguaggio, la sperimentazione che crea un nuovo mondo di immagini, in grado di essere captate da ciascuno.

De Cesario coglie il mondo alla sprovvista, usa il frammento per scardinare una realtà ancora più vera di quella che appare nel quotidiano. Così continuamente si ricrea la funzione metaforica del linguaggio, figure di uomini vuoti, impagliati che hanno commesso l’errore di credere che il progresso proceda in linea retta. Ma hanno preteso troppo, hanno voluto mordere un boccone troppo grande per le loro bocche. Così, da un’esistenza in technicolor, dalla conoscenza attraverso gli eccessi, dalla libertà radicale, sono passati di colpo alla sconfitta.E’ una sconfitta che l’artista racconta con impeto ed energia, ma anche con una meravigliosa serenità, quasi infantile, e una profonda sensibilità psicologica, concretizzando l’impressionante capacità di restituire il clima della nostra epoca e i sussulti del cuore di personaggi ricchi di sfumature, di slanci, di cammini intrapresi e mai interrotti.

La sua è epopea avvincente che, nonostante tutto, trasuda voglia di vivere, rimpiange tutto ciò che c’è da

rimpiangere, senza evitare di affondare la lama negli errori e nelle ingenuità dei nostri anni.

Troppo frettolosamente messi in archivio. Intensità, vicinanza, dolore, solitudine e compostezza rappresentano le coordinate di una umanità che esiste, e crede, e spera, e si arrende. Senza far rumore, col grido che resta sospeso in gola.

De Cesario centra il bersaglio del silenzio e, all’astuzia dei potenti, degli accademici, delle ideologie,

contrappone l’attesa della rivelazione del reale, la sua infermità, la sua complicità con gli uomini semplici,

la sua attenzione all’ignoto, dentro e fuori di sé. Tutto è pervaso da uno spirito misterioso e visionario;

un impalpabile filo rosso aggrega i cieli evocati di un qui e di un altrove sconvolti e, con insolita semplicità,

lancia il suo messaggio all’osservatore senza eccedere in retorica, in una sorta di gioco illusionistico che non può che lasciare sgomenti.

E’ la storia che lacera l’uomo in fantasmi e lascia affiorare le debolezze di un’emozione irripetibile e, a tratti,

selvaggia. E’ il silenzio di voci smorzate che lascia affiorare la debolezza umana, la sua vulnerabilità,

la sua sofferta fantasia, fino ai presagi di morte. Il destino di chi è santo e dannato, angelo e demone.

LA CASA DEGLI ARTISTI Residenza d’artista

Via Lepanto, 1 73014 Gallipoli (Le) Italy

Tel. 0833 261865 – 3332720348 – 3347294118

www.Lacasadegliartisti.it – www.giorgiodecesario.it

 

domenica 7 giugno 2026

Avevo un elefante nella stanza, un romanzo di Valeria Coi presentato a Gallipoli tra le opere dell’artista Giorgio De Cesario.


 

Quando l’arte bussa alla porta de La Casa degli Artisti, Giorgio De Cesario e Maria Cristina Maritati quella porta la spalancano. Sempre!

E lo faranno anche venerdì 19 giugno 2026 alle ore 19:00 quando a bussare al loro contenitore di cultura e bellezza sarà Valeria Coi, giornalista e scrittrice salentina, che tra le opere di Giorgio De Cesario presenterà il suo nuovo libro, il terzo, dal titolo AVEVO UN ELEFANTE NELLA STANZA.

Il libro narra il cammino interiore della protagonista attraverso le sedute dal dott. Bernardi, psicoterapeuta, durante le quali vengono affrontati temi universali quali la paura dell’abbandono, il senso di colpa, l’amore intermittente, il diritto di dire no.

La protagonista è Marta, madre, lavoratrice, donna forte ma stanca, con alle spalle amori difficili, che un giorno decide di varcare la soglia dello studio del dottore ed intraprendere un percorso costellato di domande, verità e risposte che spesso bruciano.

E le verità le troviamo pagina dopo pagina, capitolo dopo capitolo, e aiutano Marta a recuperare, pezzo dopo pezzo, la sua identità.

L’espressione “avere un elefante nella stanza” si basa su un’assurda evidenza: un animale enorme in uno spazio ridotto e spesso viene usata in vari contesti (lavorativo, familiare, sociale) ed indica quel “non detto” che spesso condiziona l’atmosfera ma che andrebbe invece affrontato per risolvere le situazioni.

Il libro è scritto con stile emotivo, snello, diretto, mescolando le riflessioni psicologiche alla narrazione, puntando a coloro che sono alla ricerca di autenticità e trasformazione.

L’appuntamento, organizzato dall’Associazione Culturale e Teatrale LA BARCACCIA di Gallipoli in collaborazione con La Casa degli Artisti, è dunque in riva allo Jonio nella Città Bella proprio alle porte dell’estate e a poco più di una settimana di distanza dall’apertura della mostra per festeggiare i 20 anni della struttura che partirà il 27 giugno e durerà fino a dicembre.

Dialogherà con l’autrice il giornalista Francesco Schiavano.

LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista

Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce) GALLIPOLI (LE)

Tel. 0833 261865 – 3332720348

www.Lacasadegliartisti.it   www.giorgiodecesario.it

lunedì 1 giugno 2026

L’ALTRO REGNO. Imprevedibili storie di oggetti, ed. Les Flaneurs ne La Casa degli Artisti Gallipoli

 

L’ALTRO REGNO. Imprevedibili storie di oggetti, ed. Les Flaneurs.

La Casa degli Artisti, GALLIPOLI (Lecce)

Venerdì 5 giugno 2026, h 19:00

 

Il Collettivo ScriptorArt presenterà il volume di racconti illustrati “L’Altro Regno. Imprevedibili storie di oggetti”, ed. Les Flaneurs (Bari) presso la Casa degli Artisti di Gallipoli, una dimora in cui regnano arte e bellezza: qui si vive dentro un incantesimo dilatando lo sguardo nell’infinito paesaggio di opere dagli intensi cromatismi creati dall’artista Giorgio De Cesario che, unitamente alla moglie Maria Cristina Maritati, si offre come “maestro cortese di gentilezza e di ospitalità”.

Si racconterà ancora di oggetti, contenitori di storie, presenze evocatrici di memorie o rappresentazioni di visioni soggettive correlate al tempo in cui si vive, veri e propri cifrari emozionali. Sembrano avere una propria coscienza, una particolare percezione delle cose. La sensazione è quella di essere circondati da “creature senzienti”: captano energie, assorbono e inducono emozioni, suscitano sogni e desideri.

Li possediamo ma siamo anche posseduti.

E possono giustamente essere considerati abitanti di un altro Regno.

In apertura la proiezione del video musicato “L’altro Regno”, realizzato da Laura Evangelista.

 Il Collettivo ScriptorArt (autori e artisti di varie regioni d’Italia) da cinque anni promuove progetti editoriali corali con la Casa editrice LES FLANEURS di Bari.

Il volume. “Menu. Storie da gustare” è arrivato finalista al Premio Bancarella della Cucina 2023.

 Maddalena Castegnaro

Dal 2007 responsabile dell’Archivio del libro d’Artista VerbaManent e dal 2022 del Collettivo ScriptorArt.

 

LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista

Via Lepanto, 1 GALLIPOLI (LE)

Tel. 3332720348 – 0833/261865

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it


lunedì 4 maggio 2026

Serata con la letteratura fanta-scientifica: ”New Era Colony” di Francesco Napolitano



 La Casa degli Artisti di Gallipoli prosegue le sue celebrazioni per i vent’anni di attività dedicata all’arte, alla creatività e all’incontro. Questa volta la Galleria Permanente dell’artista Giorgio De Cesario ospiterà, come sempre senza fini di lucro, il romanzo fanta-scientifico “New Era Colony” di Francesco Napolitano, musicista, compositore, disegnatore, docente, scrittore e amante dell’arte in tutte le sue forme.

L’appuntamento è quindi per sabato 30 maggio 2026 alle ore 19.30 per trascorrere una serata in compagnia dell’autore, della sua opera e delle sue performances musicali. Napolitano è reduce dalla seconda edizione del “Lecce Fanta Fest” dove il suo romanzo, premiato da Daniela Rambaldi, si è classificato primo in assoluto grazie alla cura della struttura narrativa e agli stratagemmi visivi e grafici provenienti da altri ambiti quali i video games, la graphic art e la stessa Intelligenza Artificiale.

Lo stesso Napolitano, appassionato delle opere robotiche giapponesi e dei capolavori della fantascienza cinematografica, definisce il suo romanzo come una metafora sull’uomo e sul rapporto con l’ambiente con richiami alla mitologia sumera e giudaico-cristiana. Nello stesso tempo l’opera non manca di realismo e l’autore dimostra notevoli conoscenze di astrofisica e di tattica militare in una riflessione corale sulla condizione umana e sul senso dell’esistenza con la consapevolezza che in guerra il nemico più terribile è la guerra stessa.

Francesco Napolitano sarà presentato ed intervistato dalla Dott. Domenicaisabella Bono Mariano, anche lei appassionata di fantasy e fantascienza. Inoltre hanno collaborato all’organizzazione dell’evento Raffaele Bono Mariano, Maria Cristina Maritati e l’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva.

LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista

Via Lepanto, 1 GALLIPOLI (LE)

Tel. 3332720348 – 0833/261865

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it


 

martedì 7 aprile 2026

APPUNTAMENTO CON LA LETTERATURA CONTEMPORANEA: “TE SIRE CERTA" DI ANTONELLA AMAN MANNI.


Nella Casa degli Artisti di Gallipoli proseguono le celebrazioni per i vent’anni di attività dedicata all’arte, all’accoglienza e alla creatività. Il prossimo 18 aprile 2026 alle ore 18.00, la residenza d’artista ospiterà la presentazione del libro “Te sire certa”, progetto letterario dell’autrice Antonella Aman Manni, poetessa melissanese.

Durante la serata, Antonella Aman Manni dialogherà con Raffaella Scorrano, scrittrice, poetessa e filosofa ripercorrendo con la poesia e con la narrazione   la vita contadina e un mondo passato di cui rivendica usi e costumi, mestieri e valori. Un mondo antico sempre attuale perché radicato nel lievito madre che è il dialetto salentino.

A moderare l’incontro sarà l'operatrice culturale Selenia Stoppa, presidente dell'Associazione Nero e Bianco.

L’evento sarà arricchito dalla proiezione di un video ideato dall' autrice che porta la firma di Alessio Errico, su gentile concessione   di un brano di Mino De Santis, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. Le letture saranno eseguite da Sabrina Abatelillo, Anna Pia Merico, Luigina Parisi, Maria Rosaria Portaccio .

La proposta culturale proseguirà con un’importante esperienza artistica: al termine della presentazione sarà possibile visitare gratuitamente la galleria permanente dell’artista Giorgio De Cesario, artista salentino e creatore del movimento alienista.

La visita sarà guidata da Maria Cristina Maritati, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle opere e del percorso artistico dell’autore.

Una serata che unisce letteratura, filosofia, musica e arte, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione, dialogo e scoperta nel cuore culturale della città di Gallipoli.

La serata è inoltre realizzata grazie anche alla cortese collaborazione di Biblioidee di Lettura, dell’Associazione Culturale Bianco e Nero,  dell' Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva e di Raffaele e Domenicaisabella Bono Mariano.

 

LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista

Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce)

GALLIPOLI (LE)

Tel. 3332720348

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it 

lunedì 16 marzo 2026

Leggiadria e metamedicina alla Casa degli Artisti tra le opere di Giorgio De Cesario


Una serata con Psychè, opera di Giorgio De Cesario e Paracelso, relazione di Donata L. De Paolis.

Ancora un evento fra i  tanti del calendario 2026 della Casa degli Artisti di Gallipoli che quest’anno festeggia vent’anni di attività dedicata  all’accoglienza e alla creatività. L’appuntamento è per domenica 29 marzo alle 18.30.  Psychè in mostra fino al 12 aprile 2026 tutti i giorni anche i festivi dalle ore 16 alle 20 ingresso libero.

La serata avrà inizio con alcune riflessioni dell’Avv. Raffaele Bono Mariano sull’opera di Giorgio De Cesario dal titolo “Psychè, dea delle farfalle”, una delle ultime tele dell’artista, che sarà presentata al pubblico per la prima volta in questa occasione. L’opera fa parte dell’ultimo periodo di produzione di De Cesario intitolato “Sfascismo” e rappresenta un manifesto poetico contro il declino dei valori e la paura indotta a favore della grazia e della forza salvifica della natura e della bellezza.

Inoltre sarà presente in sala anche la modella che ha ispirato l’artista nella realizzazione della tela. L’opera resterà esposta al pubblico presso la Galleria Permanente di Giorgio De Cesario ne La Casa degli Artisti sino al 30 aprile 2026, ogni giorno dalle 18 alle 20, festivi compresi, con ingresso libero e gratuito.

Ma la serata non terminerà qui. Proseguirà con una relazione di Donata L. De Paolis dedicata a Paracelso, alchimista svizzero del ‘500, e alla metamedicina.  La Relatrice, nota ricercatrice e studiosa in vari ambiti filosofici ed esoterici, ci guiderà in una attenta analisi di questa disciplina che aiuta a decodificare le malattie tramite i messaggi che il nostro corpo ci trasmette. Una serata dunque che coniuga arte, alchimia, filosofia e scienza, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione, dialogo e scoperta.

La serata è inoltre realizzata grazie anche alla collaborazione di Raffaele e Domenicaisabella Bono Mariano e dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva.

LA CASA DEGLI ARTISTI vent’anni di arte e cultura

Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce) – 73014 GALLIPOLI

Tel. 0833/261865 – 3347294118 – 3332720348

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it


 

mercoledì 4 febbraio 2026

Appuntamento con la letteratura contemporanea: “Critica al Mondo” di Michelle Marino.


 

 Ne La Casa degli Artisti di Gallipoli proseguono le celebrazioni per i vent’anni di attività dedicata all’arte, all’accoglienza e alla creatività. Quindi il prossimo 28 febbraio 2026 alle ore 18.00, questa residenza d’artista si prepara a ospitare la presentazione del libro “Critica al mondo”, progetto letterario dell’autrice Michelle Marino, 23 anni, studentessa di Giurisprudenza e Lingue.

Attraverso una scrittura intensa e autentica, Critica al mondo si configura come una profonda riflessione filosofico-esistenziale sui grandi temi della vita: l’amore, la società, il tempo che scorre e la morte. L’autrice trasforma la propria esperienza personale in uno sguardo lucido e universale sull’esistenza, invitando il lettore a interrogarsi sulle illusioni, sulle speranze e sulle contraddizioni che definiscono l’essere umano.

Durante la serata, Michelle Marino dialogherà con l’avvocato Raffaele Bono Mariano, dando vita a un confronto aperto e stimolante sui contenuti dell’opera e sul valore della scrittura come strumento di consapevolezza e critica del presente.

A presentare l’incontro sarà la Dott.ssa Domenicaisabella Bono Mariano.

L’evento sarà arricchito da un intervento musicale dell’Avv. Riccardo Monti, che accompagnerà la serata con esecuzioni dal vivo, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e coinvolgente. La proposta culturale proseguirà con un’importante esperienza artistica: al termine della presentazione sarà possibile visitare gratuitamente la galleria permanente dell’artista Giorgio De Cesario, artista salentino e creatore del movimento alienista.

La visita sarà guidata dalla Prof.ssa Maria Cristina Maritati, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle opere e del percorso artistico dell’autore.

Una serata che unisce letteratura, filosofia, musica e arte, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione, dialogo e scoperta nel cuore culturale della città di Gallipoli.

La serata è inoltre realizzata grazie anche alla cortese collaborazione dell’Assemblea Territoriale di CittadinanzAttiva.

 

LA CASA DEGLI ARTISTI residenza d’artista

Via Lepanto, 1/9 (angolo via Lecce)

GALLIPOLI (LE)

Tel. 3332720348

www.lacasadegliartisti.it

www.giorgiodecesario.it